Istat: calo dei consumi nel primo trimestre, sottostimato il dato dell’inflazione.

L’Istat rende noti i dati relativi ai conti economici del primo trimestre 2020, rivelando come, rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati della domanda interna sono in diminuzione, con un calo del 5,1% dei consumi finali nazionali.

Dati che in realtà, vista la situazione attuale e la chiusura di molti esercizi di vendita di beni non alimentari dai primi giorni di Marzo, risultano alquanto fisiologici.

A peggiorare la situazione, come già sottolineato, vi è anche la forte preoccupazione e incertezza che le famiglie hanno vissuto e stanno vivendo, che le ha portato a mettere da parte i consumi non essenziali, rimandandoli a periodi migliori.

Ma a destare ancor maggiore perplessità vi è il dato relativo all’inflazione nel mese di maggio 2020 che, secondo l’Istat, registra una diminuzione dello 0,1% sia su base mensile sia su base annua.

L’andamento dei prezzi rilevati da Federconsumatori e segnalati da molti cittadini rivela una situazione decisamente differente, specialmente per quanto riguarda il settore agroalimentare, della cura della casa e della persona.

L’Istituto di Statistica riferisce come i prezzi dei beni alimentari siano cresciuti del +0,7%, ma a nostro avviso si tratta di un dato estremamente sottostimato: Dai nostri dati emerge, invece, un rincaro molto più marcato, con picchi di aumento del +35% rispetto ai normali prezzi applicati in questa stagione.

In tale contesto è fondamentale, come abbiamo sottolineato in molte occasioni chiamando in causa il Governo e le Autorità competenti, avviare una seria attività di monitoraggio sui prezzi e sanzionare severamente le speculazioni sui prezzi.

Al contempo è fondamentale incrementare, rendere realmente efficaci e immediatamente operative le misure di sostegno disposte dal Governo per le famiglie ed il sistema produttivo.

Si tratta di misure indispensabili per sostenere il forte impatto con le conseguenze dell’emergenza sul piano economico e sociale e permettere al Paese di ripartire, creando nuove occasioni di crescita e di sviluppo. Non si può e non si deve limitare l’intervento a misure emergenziali e riparatorie: è questo il momento di permettere, sostenere e promuovere il “Rilancio” promesso dal titolo del decreto.

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