Commercio: aumentano le vendite, ma solo in valore. Visto il livello elevato dei prezzi, le famiglie spendono di più per consumare meno

I dati diffusi oggi dall’Istat relativamente al commercio a maggio 2023 rispecchiano pienamente la situazione che denunciamo da tempo sul fronte degli acquisti e delle rinunce delle famiglie.

Le vendite al dettaglio in termini tendenziali registrano un aumento del +3% in valore, ma un calo del 4,7% in volume. Questo testimonia quanto la crescita generalizzata dei prezzi, che ha riguardato principalmente settori quali quello energetico e quello alimentare, ha inciso e continua a incidere sui comportamenti di acquisto dei cittadini, costretti consumare meno, operando tagli e rinunce, spendendo più di prima.

Secondo le rilevazioni dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori i cittadini, da oltre un anno a questa parte, sono costretti a mettere in atto importanti sacrifici:

  • continuando a ridurre i consumi di carne e pesce (-16,9%, con uno spostamento anche verso il consumo di tagli e qualità meno costosi e meno pregiati);
  • ricercando sempre più assiduamente offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 49% dei cittadini);
  • effettuando acquisti presso i discount (+11,9%);
  • scegliendo solo prodotti ortofrutticoli di stagione, eliminando golosità e piccole eccezioni che prima si concedevano.
  • rinunciando in molti casi alle vacanze estive, o riducendone la durata, optando semmai per soggiorni brevi presso amici e parenti.

Un andamento che accresce la preoccupazione circa le condizioni delle famiglie e dell’intero sistema economico, che risente del calo della domanda: per questo si rende sempre più urgente che il Governo affronti l’emergenza del caro-vita, da un lato, con misure in grado di aiutare e sostenere in maniera strutturale e duratura le famiglie, dall’altro con sistemi di monitoraggio e sanzione sempre più severi.

Aumenta di giorno in giorno, infatti, la percezione che i prezzi si mantengano su livelli troppo elevati rispetto a quanto dovrebbero: dai carburanti ai costi dei biglietti aerei, ai beni alimentari, il rischio di speculazione è sempre dietro l’angolo.

Le aziende hanno ricavato e ricavano margini enormi da tale andamento: è ora di riequilibrare tale situazione a favore delle famiglie, destinando a loro le risorse ricavate attraverso l’aumento della tassazione sugli extraprofitti (non solo in campo energetico) e sulle rendite finanziarie.

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