Prezzi: con il tasso di inflazione al +10,1% ricadute di 3.009,80 euro annui a famiglia.

Necessari interventi per ridurre l’impatto dell’inflazione soprattutto sui nuclei meno abbienti.

A gennaio 2023 il tasso di inflazione si attesta al +10,1% su base annua, livello che non si registrava da settembre 1984.

Nonostante l’attenuazione della crescita dei prezzi non bisogna sottovalutare la rilevante portata di un tasso così alto: infatti, con l’inflazione a questo livello, le ricadute calcolate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori per ogni famiglia sono di 3.009,80 euro annui.

Non dimentichiamo che, a pagare il costo maggiore di tale aumento generalizzato dei prezzi sono le famiglie meno abbienti, per le quali l’inflazione è più pesante, spesso insostenibile.
Questo non fa altro che accrescere, di giorno in giorno, le disparità nel nostro Paese, senza che il Governo si decida ad adottare serie politiche di contrasto.

Disparità e difficoltà crescenti che si manifestano nelle rinunce delle famiglie: l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha rilevato, in tal senso, una forte riduzione del consumo di carne e pesce, pari al -16,8% nel 2022 (settori in cui si nota anche uno spostamento verso il consumo di tagli e qualità meno costosi e meno pregiati); una riduzione del consumo di frutta e verdura (che riguarda il 12,9% dei cittadini); oltre che un ricorso sempre più assiduo a offerte, sconti, acquisti di prodotti prossimi alla scadenza (abitudine adottata dal 46% dei cittadini). A questo si aggiunge, vista l’inarrestabile crescita dei prezzi dei carburanti, un numero sempre maggiore di cittadini che, avendone la possibilità, rinunciano all’utilizzo dei mezzi propri per ricorrere all’utilizzo di mezzi pubblici +8,9% (andando così ad incidere negativamente su un servizio, in molte realtà, ancora estremamente carente).

Per tali motivi torniamo a rivendicare, con maggiore urgenza, la necessità di provvedimenti utili a sostenere i redditi e il potere di acquisto delle famiglie, soprattutto quelle con minore capacità di spesa: provvedimenti che si devono concentrare soprattutto sulla riduzione del peso delle bollette e del caro-carburanti.

Non dimentichiamo, infatti, che il prezzo di questi ultimi incide notevolmente sulla determinazione dei prezzi dei beni e dei servizi, trasportati per circa l’86% su gomma. Per questo è indispensabile adottare ogni sforzo per far scendere i prezzi dei carburanti, prima di tutto attraverso la riduzione dell’IVA (applicata anche sull’accisa). Almeno in maniera temporanea l’IVA dovrebbe essere portata al 4%: tale operazione si tradurrebbe in un risparmio, in termini annui, di oltre 200 euro ad automobilista.

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